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Nello stesso anno Pesci è in “Mamma, ho perso l’aereo”, nuovo ruolo comico che lo consacra definitivamente come star. Gli anni ’90 sono molto prolifici per Joe Pesci: nel 1992 è in “JFK Un caso ancora aperto”,. Altra interpretazione che impressiona favorevolmente la critica, e nello stesso anno riprende i fortunati personaggi nei sequel di “Mamma ho perso l’aereo” e “Arma Letale” ed è inoltre protagonista di un’altra commedia, “Mio cugino Vincenzo”.

Leo e Diana s’incontrano da Malaffano, un avvocato strafottente e truffaldino.Nella Roma fascista degli anni Trenta in preda a fanfare nazionaliste e imperiali lavori di restauro, la giovane stiratrice Eleonora Ciancarelli detta Lolli incontra a una festa l’avvocato Rinaldo Maria Bonci Paonazzi, affabile trombone di mezza età vicino agli organi di regime. Fra i due inizia un’impetuosa relazione, nella quale Lolli diviene vittima delle passioni e del comportamento impetuoso e violento di Rinaldo. Almeno finché non conosce Mario Marchetti, giovane studente dedito al pugilato e alla causa antifascista che si innamora subito di lei.Dopo aver scontato una condanna in carcere per aver ucciso un suo concorrente con un nerbo per bufale, Ciccio “Dop” rientra trionfalmente a Caserta per prendere possesso della sua storica azienda di mozzarelle.

(sull’uso di cocaina) C’è stato un momento che questa cosa è venuta fuori per prendermi i figli. Era il mio tallone d’Achille. Per tanti anni ho fatto l’analisi del capello per evitare questa tegola. L’idea di approcciare il mistero della resurrezione di Cristo come un’indagine poliziesca non è nuova, a metà degli anni Ottanta Damiano Damiani ci aveva costruito L’inchiesta, da un’idea (geniale, al solito) di Ennio Flaiano, e la letteratura sull’argomento che coniuga saggismo e narrativa non ha mai smesso di esistere. Le cose non cominciano però nel migliore dei modi quando il film di Kevin Reynolds si apre su un Joseph Fiennes bruciato dal sole e scortato da una musica dalle sonorità western, perché è subito chiaro che gli strumenti del cinema potrebbe venire qui impiegati in una maniera che serve più lo spettacolo che altro. E così è, sempre più, man mano che assistiamo alle magiche apparizioni e alla sparizioni di Gesù, quasi fossimo in un film di Méliès: un espediente che nuoce al film anche sul piano tematico, sostituendo il salto nel buio di Clavio con il deus ex machina dell’artificio tecnico.

Sul ring era salito George Foreman, classe ’49. Ma la saga dei “pugni al sacco” proprio finita? Un’anticipazione sul seguito non dispiacer certo ai pugili da televisione. Per il prossimo novembre attesa l’uscita del settimo capitolo. Si critica molto oggi giorno e con diverse ragioni scarsamente contestabili il ritmo di sedute previsto dagli analisti di scuola freudiana. Il verbo originario prevede intensità giornaliere, e gli analisti postfreudiani possono proporre ancora ai loro pazienti una cadenza di tre o quattro volte la settimana. Oggi gli specializzandi che frequentano la SPI non di rado fanno fatica a concludere la scuola, perché non riescano a trovare nessuno che segua questi ritmi, e non hanno il caso clinico da discutere in chiusura di percorso, che si sottoponga a un ritmo così forte di sedute: economicamente infatti per molti è impossibile, ma anche la quantità di tempo richiesta è veramente molto alta.

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