Is Kevin Hogan Related To Hulk Hogan

La trama, nella quale trovano spazio parecchi buffi intermezzi, rasenta lo scontato ma risulta in principio azzeccata cornice per diversi street fight risolti a suon di kung fu. Tra confuse zuffe rissaiole e scontri tra maestri di diverse discipline, sul piano dell’azione ovviamente non ci sarebbe da lamentarsi anche se più si andrà avanti e più i pretesti per sudare sette camicie a furia di botte perderanno consistenza, fino a scomparire del tutto nel finale. Particolare menzione merita il combattimento conclusivo (Lee Vs Norris), meno spettacolare e acrobatico rispetto agli usuali standard ma vero e proprio compendio di Jeet Kune Do, disciplina elaborata dallo stesso regista/protagonista.

Ci ha fatto scrivere sopra mi vuoi sposare? e lo ha fatto sfilare sulla spiaggia di Sabaudia, affollata di migliaia di persone, attorno alle 13 di oggi. Ovviamente tutti i bagnanti hanno rivolto lo sguardo all incuriositi da quella stravagante ma dolcissima proposta di matrimonio. L ha sorvolato la spiaggia per diversi minuti.

Ma un Grand Hotel narrativo, nel quale personaggi diversi e smarriti si conoscono, confinano, dialogano. Gente che si porta addosso una buona misura di disagio individuale. Sono quasi tutti con i nervi a pezzi, quasi tutti hanno un grande problema. Grandi animazioni, perfette collisioni e modelli poligonali definiti incorniciano una realizzazione quasi impeccabile, che vede qualche macchia solo in sporadici pop up o nei replay decisamente troppo “diversi” dal motore del gioco in game (tagliando il pubblico il dettaglio dei lottatori aumenta a dismisura, ma quando si torna a combattere l’effetto “wow” è inverso). E’ universalmente noto che la lega UFC rappresenta la fetta più importante e famosa dell’intero universo MMA, con una serie di lottatori impressionante e un solido franchise THQ alle spalle, ma Electronic Arts ha saputo creare una valida alternativa a Undisputed programmando un gioco bello da vedere e profondo da giocare, con la sola “colpa” di avere un organico di lottatori per forza di cose ridotto e qualche difetto da limare con le prossime uscite. La strada, però, è quella giusta..

In primo luogo, una battuta ben assestata, ossia cesellata con cura pensando al mondo del paziente, a i tasti a cui alludere, ai testi da evitare, è un sasso nello stagno che mette analista e analizzando dallo stesso lato, in relazione comune con l’oggetto terzo, il mondo psichico del paziente con cui si sta lavorando. Una buona battuta perciò fa due cose in un gesto solo: in primo luogo solidifica l’alleanza terapeutica, la complicità tra curante e curato, e li mette su un piano di vicinanza ridiamo della stessa cosa! e un piano di sostegno l’analista ridendo con me di questo mi fa capire che è dalla mia parte! ma allo stesso tempo, come il sasso dello stagno compie un salto, l’umorismo dell’analista compie un salto logico, si fida dello spirito di finezza, elude quello di geometria, ossia in altri termini scavalca una serie di deduzioni razionali e per intuizione ti porta in una zona psichica di riverbero, là dove cade il sasso e si crea la risata. Non di rado dopo il sorriso, arriva un pensiero utile..

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